Guida rapida di Fotografia Digitale (pag.1)

Per la sezione Fotografia Digitale ho voluto inserire questa guida che non vuole essere un manuale di istruzioni per i provetti fotografi, ma un piccolo supporto per far conoscere rapidamente alcuni aspetti tecnici di questo nuovo orizzonte artistico e tecnologico a tutte quelle persone che ne hanno sentito parlare, ma non sanno ancora esattamente di cosa si tratta. Non voglio escludere anche i fotografi tradizionali e tutti gli utenti interessati a conoscere alcuni aspetti della nuova frontiera artistica rappresentata dalla Fotografia Digitale.


 

Indice generale degli argomenti:

In questa pagina:
Introduzione alla fotografia digitale
I concetti e le caratteristiche principali
Le fotocamere digitali
Il sensore CCD e CMOS
L'obiettivo

Nelle pagine successive:
Le memorie
Il display LCD
Le batterie
Il Flash, il Connettore Video Out
Scaricare le immagini
Acquisizione delle immagini con gli Scanner
Elaborazione e fotoritocco delle immagini
Riproduzione delle immagini
Alcuni consigli per scegliere una Fotocamera Digitale
Alcuni consigli per scegliere una Stampante per la Fotografia Digitale
Alcuni consigli per ottenere ottime Foto

 

Guida rapida Fotografia Digitale: Pagina 1 | Pagina 2 | Pagina 3



Introduzione alla fotografia digitale
Per tutti coloro che stanno passando dalla fotografia tradizionale alla nuova frontiera rappresentata dalla fotografia digitale non dimenticate che lo scopo finale rimane l'acquisizione di una immagine e quindi cercate di effettuare il passaggio in modo sereno anche se i metodi e le macchine sono tecnologicamente molto diverse. Per tutti coloro che invece si avvicinano per la prima volta alla fotografia e che quindi si prestano ad affrontere subito un approccio di tipo moderno sappiate che state effettuando una scelta che vi darà ottimi risultati con pochissimo sforzo.
Senza tralasciare la questione di primaria importanza e cioè alla qualità dell'immagine, volevo comunque affermare senza ombra di dubbio che la fotografia digitale ha portato enormi vantaggi a tutti coloro che operano nel campo, non solo della fotografia, ma nello sviluppo e l'elaborazione delle immagini.
La fotografia digitale permette di apportare innumerevoli vantaggi; ecco qui di seguito i principali:

1) risparmiare molto tempo e denaro;
2) ridurre i rischi di danneggiare le nostre foto senza più graffi sulle pellicole, sviluppi sbagliati ecc;
3) raffinare le proprie tecniche senza più preoccuparsi del numero degli scatti;
4) possibilità di cambiare la sensibilità ISO tra una foto e l'altra;
5) immediata verifica dei risultati dello scatto;
6) grande velocità di trasferimento delle immagini;
7) facile archiviazione delle foto, ricerca e gestione;
8) risparmio di spazio fisico rispetto ai rullini, diapositive, contenitori vari, ecc..;
9) totale indipendenza per ottenere il risultato finale.

L'unico vero svantaggio (se di svantaggio possiamo parlare) è che possedere una macchina fotografia digitale significa che di pari passo bisogna possedere anche un computer se si vuole avere un controllo più completo delle fotografie. Inoltre se si vuole effettuare in casa le stampe occorre avere un'ottima stampante fotografica che di per sè non ha costi molto elevati; il costo più grande è dato dalla carta fotografica e soprattutto dagli inchiostri. Effettuare le stampe in casa permette però di ottenere l'esatto risultato sperato (effettuando alcune prove), mentre spesso gli studi fotografici effettuano manipolazioni sull'immagine per la stampa finale.
I costi delle fotocamere digitali non sono più proibitivi come potevano esserlo all'inizio. Ora con un migliaio di euro (si tira cinghia per qualche mese) ci si porta a casa una discreta fotocamera digitale che vi permetterà di ottenere ottimi risultati. Rispetto ad alcuni anni fa, la gamma di fotocamere, obiettivi e accessori è cresciuta di pari passo al numero di utenti interressati alla fotografia e i prezzi sono diventati sempre più accessibili, inoltre per tutti coloro che già possiedono un computer passare a questa nuova tecnologia è sempre più semplice.

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I concetti e le caratteristiche principali
La cosa comune tra i due metodi di fotografia rimane sempre la luce: nella fotografia tradizionale le radiazioni luminose vengono catturate dalla pellicola, mentre nelle fotocamere digitali è un sensore a riceverle e a convertirle in flussi elettrici. Le singole informazioni catturate da questi sensori prendono il nome di "pixel" e sono effettivamente gli elementi principali che compongono un'immagine digitale. La caratteristica che influenza maggiormente la qualità finale dell'immagine digitale, è legata poi dalla "risoluzione" ovvero dal numero di pixel disponibili per essere riprodotta.
Ogni pixel contiene un numero di dati variabile che prende il nome di "bit" che sono le stesse informazioni utilizzate dal linguaggio dei computer e che è quindi in grado di leggere e decodificare nell'immagine finale. In base al campionamento queste informazioni possono variare da 1 a 14 per ottenere un numero sempre più elevato di colori disponibili. La risoluzione dell'immagine finale è quindi determinata dal numero di pixel nell'unità di misura (il pollice). Per una stampa di buona qualità la risoluzione deve essere di almeno 300 pixel per pollice, ma è necessario anche ricordare che la qualità è data dall'obiettivo della fotocamera e non dalla risoluzione massima. Un'ottima qualità si può ottenere anche a basse risoluzioni, ma si avranno immagini piccole... per ottenere grandi stampe a grande qualità si deve invece disporre di una macchina che permette di scattare immagini ad alta risoluzione.
L'acquisizione delle immagini quindi come ho già detto è effettuata dal sensore della fotocamera che prende il nome di CCD o CMOS. Procediamo quindi qui sotto descrivendo le tipologie di macchine fotografiche e quindi le caratteristiche del CCD/CMOS e di tutte le altre parti che compongono la fotocamera digitale.

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Le fotocamere digitali
Queste macchine generalmente si dividono in due fasce generali: consumer e professionali. Le differenze sostanziali tra i due tipi sono per le professionali un costo decisamente superiore determinato dal fatto di avere una visione di tipo reflex, montare flash e obiettivi aggiuntivi intercambiabili, sensori più grandi per un'altissima risoluzione sommato ovviamente a obiettivi di grande pregio per una qualità complessiva delle immagini che in alcuni casi può rasentare la perfezione.
Altre caratteristiche che determinano una macchina fotografia di fascia superiore sono la velocità di scaricamento delle immagini, autonomia di carica e memorie interne molto elevate, materiali costruttivi di qualità superiore. Rispetto alle macchine consumer quelle professionali hanno però dimensioni e peso complessivi più elevati, mantenendo lo standard al quale i fotografi professionisti sono abituati per "sentire" la propria macchina tra le mani. Esistono poi i cosiddetti "dorsi digitali" che sono dei dispositivi che si applicano alle fotocamere tradizionali e che permettono loro di acquisire le immagini in modo digitale.

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Il sensore CCD e CMOS
Il CCD (Charge Coupled Device) è un sensore di silicio a più strati che quando è colpito dalla luce, attraverso l'obiettivo, produce un flusso di elettroni in quantità proporzionale all'intensità della luce stessa.
La corrente elettrica prodotta dal CCD viene inviata poi ad un circuito (convertitore analogico-digitale) che la trasforma in dati binari, ovvero in bit, che vengono poi tradotti dal computer o dalle stampanti per riprodurre le immagini acquisite.
Per ottenere le informazioni legate al colore dell'immagine è necessario invece unire le componenti di densità relative con le tre componenti cromatiche primarie della sintesi additiva: il rosso, il verde ed il blu (RGB).
I sensori CCD sono suddivisi in un numero variabile di celle fotosensibili (i già citati pixel), ovviamente più è alto il loro numero, più il sensore è in grado di suddividere l’immagine in più punti, consentendogli di catturare un numero superiore di dettagli e sfumature. Anche la conversione impulso elettrico-bit può essere più o meno precisa ed è determinata in base alla tipologia del dispositivo (8 bit/colore, 10 bit/colore, etc.). Ogni singolo pixel può essere descritto da:
2 valori = immagine campionata a 1 bit (nero e bianco)
16 valori = immagine campionata a 4 bit
256 valori = immagine campionata a 8 bit
4096 valori = immagine campionata a 12 bit
16384 valori = immagine campionata a 14 bit
Il flusso elettrico, trasformandosi in dato digitale, sarà più preciso e fedele all'inquadratura originale se è più ricco di sfumature. Quindi se questo viene acquisito con un sistema in grado di campionare ogni pixel in 4096 valori rispetto ad un altro che può operare la scelta su 256, l'immagine finale avrà una qualità e definizione nettamente superiore.

Il sensore CMOS (Complementary Metal Oxide Semiconductor) è invece nato leggermente dopo il CCD. La prima casa che ha deciso di implementarlo in ambito fotografico è stata la Canon che ha scoperto la grande potenzialità di questo sensore rispetto al CCD. Nel sensore CMOS, ogni pixel ha una propria conversione di carica e il sensore stesso include un amplificatore di segnale, un correttore di rumore ed un circuito di digitalizzazione, quindi l’uscita è direttamente digitalizzata.
Il sensore CMOS risulta essere molto più economico del CCD e produce immagini meno "rumorose" ovvero con meno grana digitale. Inoltre consuma meno e quindi permette una superiore durata delle batterie. Svariate marche hanno adottato questo tipo di sensore sulle proprie recenti fotocamere.

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L'obiettivo
Insieme al sensore CCD/CMOS, l'obiettivo è la parte principale dell'intera fotocamera. Le caratteristiche principali dell'obiettivo non sono diverse da quelle di una macchina tradizionale ovvero si parla sempre di "apertura" e "lunghezza focale"; la prima determina la quantità di luce che raggiungerà il sensore a parità di durata dell'esposizione, la seconda determina il fattore d'ingrandimento. Gli obiettivi per fotocamere reflex possono essere principalmente raggruppati in 6 categorie:
Grandangolo, Teleobiettivo, Medio-tele, Macro, Fish-eye, Decentrabili. Tutti queste tipologie sono spiegate più in dettaglio nella pagina di dettaglio degli obiettivi fotografici.

Le fotocamere che dispongono dell'obiettivo Zoom permettono di regolare l'ingrandimento in maniera fluida e graduale fino a scegliere quello desiderato senza costringerci ad avvicinarci o allontanarci dal soggetto da fotografare. Il fattore di moltiplicazione è in relazione agli obiettivi tradizionali di 35 mm quindi un obiettivo zoom 4x, ad esempio, equivale ad un'ampiezza dell'obiettivo che varia da 35 a 140 mm. Esiste poi la possibilità di utilizzare lo zoom digitale che è un meccanismo calcolato dalla fotocamera digitale che può essere attivato e disattivato a seconda dei casi. C'è anche la possibilità di combinare insieme lo zoom ottico con quello digitale permettendo ottimi ingrandimenti. Quando viene attivato lo zoom digitale si possono inquadrare soggetti molto da vicino, ma si perde notevolmente di qualità, infatti in alcuni casi si può distinguere nettamente la "grana" dei pixel. Per questo motivo lo zoom digitale è quasi sempre sconsigliato usarlo, ma nel caso si voglia riprendere un soggetto molto da vicino senza preoccuparsi troppo della resa finale allora può essere di grande aiuto. Il meccanismo di ingrandimento comunque non cambia da quello calcolato dagli stessi software fotografici.
Alcune fotocamere già dalla fascia semi-professionale dispongono inoltre dell'attacco per convertitori tele, grandangolari, fisheye e per altri filtri standard, che permette di sovrapporre all'obiettivo delle speciali lenti con lo scopo di modificarne le caratteristiche o creare effetti particolari per una fotografia creativa. Nelle macchine di fascia semi-professionale per abbinare queste lenti aggiuntive occorre generalmente un anello adattatore.


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