
Per l'Area Fotografia ho voluto inserire
questa guida che non vuole essere un manuale di istruzioni per i provetti
fotografi, ma un piccolo supporto per far conoscere rapidamente alcuni
aspetti tecnici di questo nuovo orizzonte artistico e tecnologico a
tutte quelle persone che ne hanno sentito parlare, ma non sanno ancora
esattamente di cosa si tratta. Non voglio escludere anche i fotografi
tradizionali e tutti gli utenti interessati a conoscere alcuni aspetti
della nuova frontiera artistica rappresentata dalla Fotografia Digitale.


Guida rapida Fotografia Digitale: Pagina 1 |
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Introduzione alla fotografia digitale
Per tutti coloro che stanno passando
dalla fotografia tradizionale alla nuova frontiera rappresentata dalla
fotografia digitale non dimenticate che comunque lo scopo finale rimane
l'acquisizione di una immagine quindi cercate di effettuare il passaggio
in modo sereno anche se i metodi e le macchine sono tecnologicamente
diverse. Per tutti coloro che invece si avvicinano per la prima volta
alla fotografia e hanno deciso di passare subito ad un metodo di tipo
moderno sappiate che state effettuando una scelta che vi darà ottimi
risultati con pochissimo sforzo.
Senza tralasciare la questione di primaria importanza, mi sto riferendo ovviamente
alla qualità dell'immagine, volevo comunque affermare senza ombra di
dubbio che la fotografia digitale ha portato enormi vantaggi a tutti coloro
che operano nel campo, non solo della fotografia, ma nello sviluppo e l'elaborazione
delle immagini.
La fotografia digitale permette di apportare innumerevoli vantaggi; ecco qui
di seguito i principali:
1) risparmiare molto tempo e denaro;
2) ridurre i rischi di danneggiare le nostre foto senza più graffi sulle pellicole, sviluppi sbagliati ecc;
3) raffinare le proprie tecniche senza più preoccuparsi del numero degli scatti;
4) possibilità di cambiare la sensibilità ISO tra una foto e l'altra;
5) immediata verifica dei risultati dello scatto;
6) grande velocità di trasferimento delle immagini;
7) facile archiviazione delle foto, ricerca e gestione;
8) risparmio di spazio fisico rispetto ai rullini, diapositive, contenitori vari, ecc..;
9) totale indipendenza per ottenere il risultato finale.
Gli svantaggi sono invece principalmente due:
1) chi possiede una macchina fotografia digitale deve anche possedere un computer
e se vuole effettuare lui stesso le stampe delle fotografie deve avere un'ottima stampante fotografica;
2) lo svantaggio più grande è contraddistinto però dai costi: se si vuole ottenere gli stessi
livelli e risultati della consolidata fotografia tradizionale purtroppo i prezzi sono ancora molto elevati.
Nonostante i prezzi elevati che
comporta indirizzarsi alla fotografia digitale, si sa che nel campo
tecnologico è solo una questione di tempo, bisogna attendere
la distribuzione su larga scala e conseguente abbattimento dei prezzi
grazie anche allo sviluppo di nuove tecnologie. Rispetto però a
due anni fa, ad esempio, i prezzi sono già decisamente più accessibili
e per tutti coloro che già possiedono un computer passare a
questa nuova tecnologia è sempre più semplice.


I concetti e le caratteristiche
principali
La cosa comune tra i due metodi di fotografia rimane sempre
la luce: nella fotografia tradizionale le radiazioni luminose vengono
catturate dalla pellicola, mentre nelle fotocamere digitali è un
sensore a riceverle e a convertirle in flussi elettrici. Le singole
informazioni catturate da questi sensori prendono il nome di "pixel" e
sono effettivamente gli elementi principali che compongono un'immagine
digitale. La caratteristica che influenza maggiormente la qualità finale
dell’immagine digitale, è legata poi dalla "risoluzione" ovvero
dal numero di pixel disponibili per essere riprodotta.
Ogni pixel contiene un numero di dati variabile che prende il nome di "bit" che
sono le stesse informazioni utilizzate dal linguaggio dei computer e che è quindi
in grado di leggere e decodificare nell'immagine finale. In base al campionamento
queste informazioni possono variare da 1 a 12 per ottenere un numero sempre
più elevato di colori disponibili. La risoluzione dell'immagine finale è quindi
determinata dal numero di pixel nell'unità di misura (il pollice). Per
una stampa di buona qualità la risoluzione deve essere di almeno 300
pixel per pollice, ma è necessario anche ricordare che la qualità è data
dall'obiettivo della fotocamera e non dalla risoluzione massima. Un'ottima
qualità si può ottenere anche a basse risoluzioni, ma si avranno
immagini piccole... per ottenere grandi stampe a grande qualità si deve
invece disporre di una macchina che permette di scattare immagini ad alta risoluzione.
L'acquisizione delle immagini quindi come ho già detto è effettuata
dal sensore della fotocamera che prende il nome di CCD. Procediamo quindi qui
sotto descrivendo le tipologie di macchine fotografiche e quindi le caratteristiche
del CCD e di tutte le altre parti che compongono la fotocamera digitale.


Le fotocamere digitali
Queste macchine generalmente si dividono
in due fasce generali: consumer e professionali. Le differenze sostanziali
tra i due tipi sono per le professionali un costo decisamente superiore
determinato dal fatto di avere una visione di tipo reflex, montare
flash e obiettivi aggiuntivi intercambiabili, sensori più grandi
per un'altissima risoluzione sommato ovviamente a obiettivi di grande
pregio per una qualità complessiva delle immagini che in alcuni
casi può rasentare la perfezione.
Altre caratteristiche che determinano una macchina fotografia di fascia superiore
sono la velocità di scaricamento delle immagini (in quelle migliori
si utilizza la connessione col PC di tipo Fire-Wire), autonomia di carica e
memorie interne molto elevate, materiali costruttivi di qualità superiore.
Rispetto alle macchine consumer quelle professionali hanno però dimensioni
e peso complessivi più elevati, mantenendo lo standard al quale i fotografi
professionisti sono abituati per "sentire" la propria macchina tra
le mani. Esistono poi i cosiddetti "dorsi digitali" che sono dei
dispositivi che si applicano alle fotocamere tradizionali e che permettono
loro di acquisire le immagini in modo digitale.


Il sensore CCD
Il CCD (Charge Coupled Device) è un
sensore di silicio a più strati che quando è colpito
dalla luce, attraverso l'obiettivo, produce un flusso di elettroni
in quantità proporzionale all'intensità della luce
stessa.
La corrente elettrica prodotta dal CCD viene inviata poi ad un circuito (convertitore
analogico-digitale) che la trasforma in dati binari, ovvero in bit, che vengono
poi tradotti dal computer o dalle stampanti per riprodurre le immagini acquisite.
Per ottenere le informazioni legate al colore dell'immagine è necessario
invece unire le componenti di densità relative con le tre componenti
cromatiche primarie della sintesi additiva: il rosso, il verde ed il blu (RGB).
I sensori CCD sono suddivisi in un numero variabile di celle fotosensibili
(i già citati pixel), ovviamente più è alto il loro numero,
più il sensore è in grado di suddividere l’immagine in
più punti, consentendogli di catturare un numero superiore di dettagli
e sfumature. Anche la conversione impulso elettrico-bit può essere più o
meno precisa ed è determinata in base alla tipologia del dispositivo
(8 bit/colore, 10 bit/colore, etc.). Ogni singolo pixel può essere descritto
da:
2 valori = immagine campionata a 1 bit (nero e bianco)
16 valori = immagine campionata a 4 bit
256 valori = immagine campionata a 8 bit
4096 valori = immagine campionata a 12 bit
Il flusso elettrico, trasformandosi
in dato digitale, sarà più preciso e fedele all'inquadratura
originale se è più ricco di sfumature. Quindi se questo
viene acquisito con un sistema in grado di campionare ogni pixel in
4096 valori rispetto ad un altro che può operare la scelta su
256, l'immagine finale avrà una qualità e definizione
nettamente superiore.


L'obiettivo
Insieme al sensore CCD, l'obiettivo è la
parte principale dell'intera fotocamera. Le caratteristiche principali
dell'obiettivo non sono diverse da quelle di una macchina tradizionale
ovvero si parla sempre di "apertura" e "lunghezza
focale"; la prima determina la quantità di luce che raggiungerà il
sensore a parità di durata dell'esposizione, la seconda determina
il fattore d'ingrandimento. Gli obiettivi possono essere principalmente
di 4 differenti tipologie:
Tele: permette un buon ingrandimento
per inquadrare i soggetti vicini, ottimo per ritratti;
Grandangolo: ha una ampiezza variabile,
molto comune tra le fotocamere di fascia media/bassa, permette di effettuare
inquadrature molto larghe, ottimo per paesaggi;
Zoom: permette un ingrandimento variabile
per regolare in modo rapido la dimensione dell'inquadratura del soggetto, è molto
comune tra quasi tutte le fotocamere di fascia medio-alta;
Fisheye: copre un ampiezza di 180 gradi
e costituisce un accessorio per le fotocamere.
Le fotocamere che dispongono dell'obiettivo
Zoom (nella media è un 3x), permettono di regolare l'ingrandimento
in maniera fluida e graduale fino a scegliere quello desiderato senza
costringerci ad avvicinarci o allontanarci dal soggetto da fotografare.
Il fattore di moltiplicazione è in relazione agli obiettivi
tradizionali di 35 mm quindi un obiettivo zoom 4x, ad esempio, equivale
ad un'ampiezza dell'obiettivo che varia da 35 a 140 mm. Esiste poi
la possibilità di utilizzare lo zoom digitale che è un
meccanismo calcolato dalla fotocamera digitale che può essere
attivato e disattivato a seconda dei casi. C'è anche la possibilità di
combinare insieme lo zoom ottico con quello digitale permettendo ottimi
ingrandimenti. Quando viene attivato lo zoom digitale si possono inquadrare
soggetti molto da vicino, ma si perde notevolmente di qualità,
infatti in alcuni casi si può distinguere nettamente la "grana" dei
pixel. Per questo motivo lo zoom digitale è quasi sempre sconsigliato
usarlo, ma nel caso si voglia riprendere un soggetto molto da vicino
senza preoccuparsi troppo della resa finale allora può essere
di grande aiuto. Il meccanismo di ingrandimento comunque non cambia
da quello calcolato dagli stessi software fotografici.
Alcune fotocamere già dalla fascia semi-professionale dispongono inoltre
dell'attacco per convertitori tele, grandangolari, fisheye e per altri filtri
standard, che permette di sovrapporre all'obiettivo delle speciali lenti con
lo scopo di modificarne le caratteristiche o creare effetti particolari per
una fotografia creativa. Nelle macchine di fascia semi-professionale per abbinare
queste lenti aggiuntive occorre generalmente un anello adattatore.
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