
Devo ringraziare mio fratello se ho conosciuto Peter Gabriel: all'età di 10 anni crescevo con
musiche come "In your Eyes", "Biko" e "Solsbury Hill" ascoltandole nel
nostro salotto di casa con un vecchio stereo e altrettanti vecchi, ma preziosissimi dischi in vinile
tra cui il famoso album "So". Da allora è impossibile dire come Peter Gabriel sia
entrato non solo nelle mie orecchie ma nel mio cuore tanto da considerarlo veramente un grande artista
musicale. Peter è una persona speciale, carismatica, particolare ed estroversa, ma la cosa che lo
rende veramente speciale sono le sue canzoni, la sua musica fuori dagli schemi, ricca di forza, melodia e
sentimento che riesce a regalarti emozioni solo se la sai ascoltare e apprezzare col tempo. Peter credo
sia il tipico artista il quale o lo odi o lo ami. Io ho imparato ad amare la sua musica ed ancora oggi
nel buio della notte quando mi metto le cuffie e metto un suo brano vecchio o nuovo che sia, riesco a
gioire e sognare come poche altre canzoni riescono a fare. Qui di seguito voglio proporvi la biografia
di Peter e sempre in questa pagina potete anche trovare la sua discografia e link di approfondimento.
Sono felice che state leggendo queste righe perchè se siete arrivati a questa pagina significa che
anche voi piace la musica di Peter o ne siete interessati.

Biografia: Peter Brian
Gabriel, l'artista multimediale più discusso del pianeta, è nato
a Cobham nel Surrey, Inghilterra, il 13 febbraio 1950. Malgrado la sua
immagine di uomo rotto a tutte le diavolerie e uso a maneggiare tutti
i marchingegni offerti dalla tecnologia contemporanea, è nato
e cresciuto in campagna, andava a scuola in bicicletta e giocava nei
campi insieme ai figli dei contadini.
Non che non fosse un visionario già da piccolo.
Chi lo ha conosciuto bambino, sa bene che il piccolo Peter era dotato di una tale fervida
immaginazione da essere addirittura autonomo nei giochi, arrivando ad
visualizzare con facilità scene di battaglie in miniatura nei campi
adiacenti l'abitazione dei suoi genitori. Qualcuno ha poi visto un nesso
fra questi primi giochi infantili e lo stampo autobiografico che presentano
alcune canzoni, come la grande suite, dal titolo "Supper's Ready",
dell'album "Foxtrot", della durata di un'intera facciata di Long Playing.
I genitori, ad ogni modo, tenevano particolarmente al fatto che Peter avesse un'educazione
completa su tutti i fronti, ed ecco che lo spediscono a prendere lezioni
di pianoforte, nella speranza che quello strumento, così carico
di storia e di composizioni sublimi, potesse indirizzarlo verso i più alti
lidi della musica occidentale. Ma il piccolo ha altre inclinazioni. Non
sembra tanto portato a pigiare tasti e a studiare scale, ma è attratto
verso la batteria, strumento decisamente più fisico e immediato. Il
ritmo è un aspetto della musica che ha sempre affascinato Gabriel, una costante
che si è portato dietro anche nella successiva e pionieristica esplorazione
della musica etnica. I suoi artisti preferiti del periodo? Semplice, il
meglio del meglio della musica internazionale: Otis Redding, James Brown,
Nina Simone la musica soul in generale, e poi i Beatles (l'album di debutto
dei Beatles fu il primo album acquistato da Peter), e poi ancora i Bluesbreakers
di John Mayall (il primo concerto visto da Gabriel) e ancora il beat
dei Kinks, Yardbirds e Rolling Stones e così via.
La scuola dell'obbligo è invece rappresentata per il musicista da un classico college
privato, un'esperienza che ancora oggi, qualora qualcuno osi ricordargliela, non manca di
inorridire l'artista. In effetti, i college di allora non erano certo pensati per sviluppare la
creatività degli alunni di talento, ma semmai di reprimerla ed indirizzarla verso forme
rassicuranti e accademiche. Solo la sua passione per la musica alleviò l'opprimente
e disciplinata vita del college.
Durante le vacanze estive andava quasi sempre nella casa
vittoriana del nonno, ripresa poi nella canzone "Musical Box", dove insieme alla
sorella Anna amava rovistare nel solaio, in un baule ricco e incredibilmente pieno di vecchi
costumi, che Gabriel non mancava di indossare, attratto dalle possibilità offerta
dall'idea di cambiamento o di svelamento della propria personalità che la maschera
teatrale offre. Da quelle prime esperienze prende corpo appunto la sua passione per la
rappresentazione teatrale, una forma che gli permette di esprimersi attraverso mille travestimenti;
gli stessi, si può dire, che quando diventerà un artista a tutto tondo saranno
una peculiarità inconfondibile del suo fare musica, o meglio del suo modo di
"rappresentare" la musica. Un modo che si estrinsecò al suo massimo grado nei
Genesis, un gruppo inizialmente chiamato, quando Peter Gabriel era già incluso nella
"line-up", Garden Wall. Dopo altri cambiamenti di nome, nel 1967 (ancora studenti e
minorenni!), i Genesis firmano un contratto con la Decca. Nel 1968 esce il primo singolo,
"Silent Sun", il quale non sollevare alcun tipo di clamore e viene tuttalpiù
osservato con benevolenza solo dagli addetti ai lavori o dagli appassionati più attenti e
curiosi di novità. Il problema, a giudicare con il senno di poi, è che il gruppo non
aveva ancora sviluppato una fisionomia riconoscibile. Nel marzo 1969 esce infatti, ancora sotto
l'egida della Decca, "From Genesis to revelation", un album ispirato ai più
conosciuti Moody Blues, Nice, al folk rock di Cat Stevens e ai Family, dal quale fra l'altro
Gabriel s'ispirò in seguito moltissimo per il modo di cantare ed usare la voce.
Nell'ottobre 1970 esce l'album "Trespass" con un pezzo in esso contenuto, dal titolo
"The Knife", ben costruito e veramente originale per l'epoca. Rappresentato dal vivo,
arriva a toccare ben diciannove minuti, mostrando finalmente il volto inedito di un Gabriel
camaleontico. Nella storia incalzante di "un rivoluzionario in preda ad un delirio di potere",
l'artista trasforma il personaggio della canzone in un aggressivo animale da palcoscenico che sprigiona
tonalità gutturali e selvatici vibrati alla Roger Chapman, il leader dei sopracitati Family.
I Genesis, dunque, divengono grazie a Peter Gabriel un caso unico nel panorama turbolento
e variopinto del rock dell'epoca, pur nelle difficoltà materiali rappresentate
dall'instabilità professionale dei componenti. La formazione classica, andatasi faticosamente
costruendosi per un decennio, si formò infatti solo nel 1972 con l'uscita dell'album
"Nursery Cryme" (un album che rappresenta anche uno degli apici della carriera trasformistica di
Gabriel), cessando però di esistere già nel 1975, con la fuoriuscita di Gabriel stesso,
desideroso di intraprendere nuove e solitarie strade. Il carismatico Gabriel verrà sostituito
dal più "corretto" Phil Collins.
Ad ogni modo, dopo un lungo periodo in cui il musicista sperimenta varie soluzioni nell'ambito del Pop,
qualche tempo dopo insieme all'ex-Genesis nasce la "world music". Gabriel è fra i primi
a dedicarsi a quel filone, il cui termine, oggi tanto di moda, suole definire una musica che tenta di
uscire dalle secche della tradizione occidentale per innervarla di ritmi e sapori tratti dalle altre
culture. Per fare ciò, Peter Gabriel ha anche creato una sua propria casa discografica,
dedita a raffinate quanto esoteriche produzioni, denominata significativamente "Real World".
Un'etichetta che ha avuto il coraggio di pubblicare, in nome della rivalutazione delle tradizioni
locali che l'attenzione alla musica etnica porta con sé, dischi di artisti dei paesi più
negletti dalla normale attività discografica, fra i quali si può anche annoverare, per
dirne una, anche la Sardegna con i suoi "Tenores de Bitti" (un gruppo che canta canzoni
popolari senza l'ausilio di strumenti). Come si vede, un repertorio tutt'altro che facile o
commerciale e che anzi alcune volte sfiora l'atteggiamento auto-punitivo. Per questo motivo, quando
si ascolta un'opera di Gabriel, vien fatto di pensare di trovarsi di fronte a qualcuno che ha il
desiderio di scardinare i soliti luoghi comuni, un artista che ha voglia di confrontarsi con altre
tradizioni e altri ritmi.

Link di approfondimento:
Sito ufficiale di Peter Gabriel • Full Moon Club • Real World Music
Discografia:
 |
|
1977: Peter Gabriel 1 "Car" |
 |
|
1978: Peter Gabriel 2 "Scratch" |
 |
|
1980: Peter Gabriel 3 "Melt" |
 |
|
1982: Peter Gabriel 4 "Security" |
 |
|
1983: Plays Live |
 |
|
1984: Birdy (Original Sound Track) |
 |
|
1986: So |
 |
|
1989: Passion |
 |
|
1990: Shaking The Tree |
 |
|
1992: US |
 |
|
1994: Secret World Live |
 |
|
2000: Ovo - The Millennium Show |
 |
|
2000: Ovo |
 |
|
2002: Long Walk Home |
 |
|
2002: UP |
|
|
|


|