Molte persone sostengono che tra i più grandi piaceri della vita dopo fare l'amore sia il mangiare bene.
E chi li biasima... credo che chiunque si trova in compagnia di buoni amici la cosa più bella è
fare festa con un tavolo pieno di succulenti piatti accompagnati da un buon vino! In questa pagina voglio rendere
disponibile a tutti quanti una serie di ricette veramente speciali molte delle quali sono tipicamente Piemontesi.
Sono tutte da scoprire... provare e assaggiare per credere!!!


La carne alla losa
A chi piace la carne non credo ci sia
niente di meglio che farla scaldare sulla pietra come già i nostri
vecchi facevano quando non esistevano griglie elettriche, forni e quant'altro.
La "losa" in piemontese infatti è la cosiddetta
pietra tendenzialmente molto larga e sottile usata un tempo principalmente
per ricoprire i tetti della abitazioni di montagna quando non esistevano
ancora le tegole di terracotta. Scegliere la losa giusta non è così semplice
ed inoltre può essere considerata come una caffettiera: la caffettiera
fa il caffè buono quando viene usata spesso e una buona losa è quella
già usata un po' di volte così riesce a scaldare la carne in modo migliore.
Le buone lose si trovano ovviamente in montagna, ma si possono acquistare anche
in negozi specializzati. Dopo questa premessa tenedo conto che siamo in possesso
della losa e un luogo giusto per far scaldare la carne, non ci resta
che cominciare! Ecco tutto quello che occorre:
carne
a volontà, tutto ciò che più vi piace ovvero carne di
manzo, di maiale, cosce di pollo, ali di pollo, salciccie, spiedini misti,
salami, ecc... ma sappiate che quello che riesce meglio in assoluto sono
le costole di maiale, chiamate in gergo "costine"
sappiate
che sono ottime anche varie verdure come patate, pomodori, melanzane,
e soprattutto i peperoni
una bottiglietta
di grappa
un vasetto
con un bagnetto di verdure miste preparato in anticipo (vedere la preparazione
più avanti)
sale fino,
coltelli affilati, forchettone, vassoi di metallo
Preparazione del bagnetto:
Prendete un vasetto di vetro di media grandezza, riempitelo per metà di
olio di oliva, un cucchiaio di aceto e il succo di un limone spremuto. Preparate
su un tagliere basilico, prezzemolo, timo, alcune foglie di lauro, rosmarino,
salvia, foglie di dragoncello, due spicchi d'aglio e sminuzzate il tutto a
dovere con una mezza luna. Mettete il trito nel vasetto, aggiungete poi un
cucchiaio di maionese, un cucchiaio di senape aromatica, un cucchiaio di salsa
rubra o chetckup e alcune bacche di ginepro. Infine mettete ancora una spruzzata
di sale e mescolate bene il tutto. Lasciate riposare per qualche ora e date
un'ultima girata. Otterrete un miscuglio dal colore indefinito ma vi assicuro
che sarà molto gustoso.
Preparazione della carne:
Per la buona riuscita dell'opera è necessario avere prima di tutto ovviamente
della buona carne, un buon bagnetto per insaporirla e poi avere tanta pazienza
nel prepararla. La prima cosa da fare è assicurarsi che la losa poggi
bene su altre pietre o mattoni che resistano ad alte temperature. Se non si
vuol rischiare che la pietra si rompi improvvisamente dal caldo e mandi in
terra tutto il nostro lavoro sarebbe necessario mettere tra la losa e
le pietre che la sostengono una griglia metallica, sottile ma sufficiente a
sorreggerla in caso di crepe e rotture. Puliamo bene la pietra con una scopetta
o strofinaccio e raccogliere un bel mucchio di legna da quella più sottile
ai pezzi più grandi. Preparare la legna sotto il camino naturare della
pietra e accendere il fuoco. Cercare per un buon 45 minuti di mantenere vivo
il fuoco sotto la pietra ma senza esagerare troppo. La pietra deve scaldarsi
lentamente e raggiungere una buona temperatura senza spaccarsi inevitabilmente
dal calore elevato. La pietra dopo circa 1 ora di fuoco comincia ad essere
ben calda. Attenzione però che questo dipende principalmente dal tipo
di pietra e da quanto è grande. Se la pietra è più spessa
ovviamente ci vorrà più tempo per scaldarla. Per sapere se è calda
al punto giusto, si deve vedere il fumo che fuoriesce dalla pietra stessa.
A questo punto prendere la bottiglietta di grappa e spruzzare con getti rapidi
un po' di grappa sulla pietra. Facendo così la pietra si disinfetta
dalle impurità e se la grappa evapora subito è un buon segno
che la pietra è pronta.
Per far scaldare la carne non ci vuole una laurea particolare. Assicuriamoci
di mettere prima la carne che sicuramente richiederà un tempo
di cottura più lungo come le costine di maiale e il pollo. La
verdura, le salsiccie e gli spiedini per ultimi perchè richiedono
solo dai 20 ai 40 minuti per cuocere bene. Da quando si mette la carne
bisogna "curarla come un bambino" ovvero è necessario
controllarla periodicamente, girarla nell'altro verso dopo pochi minuti
e quando comincia a prendere un bel colore si può spargere di
volta in volta il bagnetto per farla insaporire a dovere. A metà cottura
sarà necessario tagliare le coste di maiale e anche i pezzi
più grandi in più parti per facilitare la cottura e poi
aggiungere un po' di sale fino, ma senza esagerare. Tendenzialmente
le costine ci vogliono da 1 ora e mezza a più di 2 ore per essere
ben cotte a fuoco lento costante. Più tempo si impiega a far
cuocere la carne con un fuoco costante e meglio cuocerà. Ci
vuole pazienza, ma alla fine non vi pentirete della vostra opera. Quando
riterrete la cottura sufficiente (potete tagliare ogni tanto un pezzo
e assaggiare a che punto è) riponete la carne in vassoi di metallo,
un grande tagliere oppure se volete fare bella figura preparate a parte
una pietra tiepida e pulita su cui servire la carne in tavola abbellendo
anche con un po' di prezzemolo sparso. Come contorno preparate una
buona insalata mista con pomodori e mozzarella, oppure per i più golosi
delle buone patatine fritte o al forno. Se volete un consiglio spassionato
non mangiate antipasti o primi, concentratevi sulla carne e gustatevi
tutto il sapore che riuscirà a regalarvi. Al limite dopo potrete
finire il banchetto con formaggi misti e poi un buon dolce. Per accompagnare
la carne non c'è niente di meglio di avere un buon vino nero
come il grignolino, il dolcetto o il barbera. Non mi resta che augurarvi un buon appetito!

La bagna cauda del Cucco
C'è ancora qualcuno che non conosce la famosa "bagna cauda" piemontese?
Nessun problema! Qui di seguito vi darò la ricetta di uno che di bagna
cauda se ne intende parecchio. Il Cucco è mio fratello, chiamato
così dagli amici per via di una vecchia storia. Come tutti, ha i suoi
pregi e i suoi difetti, ma una cosa bisogna dargliene atto: è un bravo
cuoco e fa una bagna cauda veramente eccezionale. A confermare questa
cosa sono le decine di amici che ogni due settimane affollano le serate invernali
di casa sua a partire da ottobre fino alla metà di marzo quando ormai
la primavera è alle porte.
Dovrete procurarvi un grosso tegame di coccio per far stare la quantità di bagna
sufficiente a soddisfare i palati dei vostri amici ed anche il servizio da bagna cauda
(acquistabile in un qualsiasi negozio piemontese di articoli per la casa) che consiste in
una serie di contenitori di terracotta che presentano sul fondo un buco in
cui infilare una candelina per tenere costantemente la bagna a giusta
temperatura. Non dimenticate inoltre le importantissime verdure con le quali
gusterete il tutto: patate, carote e cavolfiori da bollire, peperoni e cipolle
da fare al forno e poi quelle crude come insalata, cavoli, sedani, cardi, ecc..
tutte da lavare e pulire accuratamente (si perdono delle ore a fare questo!).
Ma ora arriviamo alla parte principale, ecco quindi gli ingredienti:
200 ml di panna da cucina
6 acciughe sotto sale
2 spicchi d'aglio
1 noce
gli ingredienti sopra citati sono la dose "a persona" mentre qui di seguito i QB ovvero "quanto basta":
olio
farina
latte
Preparazione:
Lavare accuratamente le acciughe sotto acqua corrente
e poi tritarle. Togliere il guscio e schiacciare il cuore delle noci
in un mortaio. Prendere un grosso tegame di coccio, aggiungete l'olio
e iniziate a far cuocere le acciughe e l'aglio precedentemente schiacciato.
Fare sciogliere il tutto e poi aggiungere la panna, il latte e la farina.
A questo punto dovrete cominciare pazientemente a girare il tutto con
un cucchiaio di legno e aumentare le dosi degli ultimi tre ingredienti
citati controllando di volta in volta la consistenza della bagna.
Fare cuocere a fuoco lento (meglio ancora se sulla stufa a legno) e portare
ad ebollizione. Aggiungere quindi le noci schiacciate e lasciare il tegame
ancora sul fuoco per almeno 10-15 minuti. Controllare ancora la densità e
qui arriva la parte migliore: assaggiate per scoprire com'è venuta!
Tenendo conto di aver già preparato tutta la tavolata con le verdure
pronte, servite la bagna cauda negli appositi contenitori di
terracotta con le candeline sotto accese. Tirate fuori dal forno le altre
verdure e aggiungete in tavola un buon vino. Comincia la festa!

La leggendaria ricetta segreta della Crema al Limoncello
La vera e antica ricetta del Limoncello proviene dalla costiera Amalfitana o pių precisamente da Minori in provincia di Salerno a pochi chilometri da Amalfi. Mia zia ha scoperto da una sua
amica invece una ricetta che č una leggera variazione del limoncello conosciuto. Ha provato a farla
e quando ce l'ha fatta assaggiare lo stupure è stato veramente grande!
Vi assicuro che non ha niente a che vedere con il comune limoncello. Quando l'ho fatta assaggiare
anche ai miei amici il risultato è stato un successo al 100%. Chiunque l'abbia
provata non ha saputo resistere a chiedermi altri assaggi e successivamente
a dare loro la ricetta segreta. E' come una droga ma si possono usare dosi
molto più massicce e fa decisamente molto meno male! E allora a grande
richiesta eccola qui tutta per voi:
Ingredienti:
mezzo litro di alcool per alimenti
1 Kg di zucchero
1 bustina di vanillina
1 litro di latte intero
7 limoni grandi NON trattati (i migliori sono quelli della costiera amalfitana)
Preparazione:
Con un pelapatate togliere la buccia del limone facendo attenzione a non prendere
la parte fibrosa bianca, metterla quindi a macerare nell'alcool e lasciare per almeno 20 giorni.
Dopo questa lunga attesa far bollire il latte e aggiungere lo zucchero mescolando
accuratamente affinchè si sciolga tutto. Lasciare raffreddare
e dopo aggiungere l'alcool e la vanillina. Imbottigliare e lasciare ancora
raffreddare per qualche giorno nel freezer. Servire con bicchieri ghiacciati
e poi molto importante... invitare gli amici!
E' ottimo per chiudere un pasto come digestivo o anche gustato nel dopo serata.
Lascia un gradevole sapore dolce in bocca e il retro gusto dei limoni. Come
consistenza ricorda la famosa crema al whisky.
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