I grandi parchi del West America, pag.7
DEATH VALLEY NATIONAL PARK
Il nono giorno lo definirei "caldo"! Non tanto inteso come giornata densa di impegni ma proprio nel vero senso del termine: caldo torrido. Dopo aver rifatto per l'ennesima volta i bagagli partiamo con la nostra volvo per una meta desertica, affascinante e mortale: la Death Valley. Questa valle è conosciuta in tutto il mondo, tuttavia quando mia moglie mi propose di includere nel nostro viaggio la visita della Death Valley ero molto perplesso. Pensavo: "Cosa ci sarà di così interessante da vedere in una valle deserta attanagliata da un sole infernale?". Ho dovuto ricredermi perchè è una valle veramente affascinante.
Partendo da Las Vegas imbocchiamo la statale 95, facciamo il pieno del serbatoio perchè non troveremo molti distributori di benzina nel nostro viaggio e poi giriamo a sinistra nel piccolo paese di Beatty. A mano a mano che ci avvicinavamo all'interno della valle il territorio diventava sempre più brullo e il termometro della nostra auto stava cominciando ad impazzire. Percorrere quell'unica strada asfaltata per metà ricoperta dalla sabbia e vedere il nulla intorno a noi ci dava un senso di inquietudine, quasi paura. Ci sentivamo in mezzo al nulla, fuori da ogni forma di civiltà, di vita e di tecnologia. Per fortuna dopo molti chilometri sotto il caldo e circa tre ore di viaggio arriviamo al Furnace Creek Visitor Center. Erano passate le 13:00. Il termometro del Visitor Center segnava 57 gradi!!! Vi lascio immaginare il caldo... sembravamo dei budini molli che scioglievamo all'interno di un forne a microonde. In fretta e furia ci dirigiamo all'Hotel Furnace Creek Ranch una specie di oasi all'interno del deserto. Fino alle 18:00 non ci siamo mossi dalla nostra camera climatizzata. Il caldo insopportabile nelle ore centrali del giorno impedisce qualsiasi forma di visita e conviene concentrare le esplorazioni al mattino presto o al tardo pomeriggio. Quando decidiamo di uscire il sole è fortunatamente meno forte ma c'erano comunque più di 40 gradi! Partiamo con l'auto e cerchiamo di dividere la visita del parco un po' in questo pomeriggio e il resto domani mattina. Ci dirigiamo verso lo Zabriskie Point, celebre punto panoramico reso famoso dal film di Michelangelo Antonioni. Il paesaggio è stupendo, sembra di trovarci di fronte ad un dipinto di olio su tela. E' così bello che decidiamo di tornarci domani all'alba. Proseguiamo quindi il nostro viaggio verso una delle mete più gettonate della Valle: il Dante's View. Pensavo "accidenti che fantasia questi americani"... il nome Dante's View, tradotto letteralmente il punto di vista di Dante (o visione di Dante) mi sembrava eccessivo come paragone per una attrazione turistica. Per arrivare fino alla cima del monte con questo caldo abbiamo davvero messo a dura prova l'automobile. Spesso incontravamo sulla strada delle cisterne di acqua per riempire il radiatore dell'auto nel caso avesse cominciato a surriscaldare. Dal parcheggio dobbiamo fare una camminata di una ventina di minuti per arrivare al Dante's View. Da quassù ad un'altitudine di 1670 metri la vista è meravigliosa. Il punto di osservazione permette di scrutare la valle in tutta la sua grandezza e allo stesso tempo desolazione. Sotto di noi vediamo il grande bacino dove è avvenuta la grande depressione della Valle, il punto più basso del Nord America (-86 metri sotto il livello del mare). Il panorama è veramente particolare, il paesaggio è diverso da qualsiasi altra cosa che avessi visto fino a quel momento. Più tardi quando ormai il sole comincia a calare riprendiamo l'auto e torniamo al nostro "ranck". Alla sera nell'unico Steak House del Ranch ci mangiamo forse la più buona bistecca (steak) di tutta la nostra permanenza in America. L'organizzazione anche qui è pazzesca: ci forniscono di un cercapersone, funzionante a diversi chilometri di distanza. Ci prendiamo un paio di birre al bar vicino e quando il nostro tavolo è libero ci fanno squillare il cercapersone e noi andiamo a mangiare! La gustosa serata prosegue con un bagno in piscina con l'acqua che sarà stata a 35 gradi (nessuno sforzo ad entrare!) e poi effettuiamo una telefonata dall'unica cabina telefonica verso l'Italia. Dall'altro capo del mondo, in Italia erano le 9:00 di mattino, mio fratello in quel momento si trovava già in ufficio e l'ho salutato da quel luogo così desertico. Qui era mezzanotte: il termometro segnava 39 gradi!
Il decimo giorno ci alziamo all'alba, anzi ancora prima: saranno state le 4:30 del mattino. Non volevamo perderci la luce allo Zabriskie Point e le guide del Visitor Center ci avevano avvisato dell'orario di previsione dell'alba. In realtà siamo stati in quel parcheggio quasi un'ora prima che arrivasse la luce del sole ma abbiamo potuto osservare le varie fasi di colorazione di quel luogo magico. Eravamo a pezzi, ma la bellezza dei luoghi che stavamo esplorando ci dava la forza di andare avanti e sconfiggere la stanchezza. Dopo aver osservato quella meraviglia della natura insieme ad altri turisti e fotografi cambiamo direzione e visitiamo prima il Devil's Golf Course (campo da golf del Diavolo) che è un'immenso campo di formazioni rocciose molto singolari, in realtà si tratta di sale cristallizzato. Dopo altri 15 minuti d'auto arriviamo al Badwater Basin (bacino di acqua cattiva). Questo è in assoluto in punto di maggiore depressione del Nord America ovvero -86 metri sotto il livello del mare. Al ritorno facciamo la deviazione nell'Artist Drive (percorribile in un solo senso di marcia) e visitiamo l'Artist Palette. Una parete rocciosa presenta un agglomerato di rocce con colori molto particolari che ricordano la tavoletta di colori di un pittore. Il caldo comincia già ad essere molto forte e ritorniamo al Ranch dove facciamo la colazione e ci prepariamo di nuovo a viaggiare.
Prima di affrontare il lungo viaggio di oggi facciamo una veloce fermata alle Sand Dunes un vero e proprio pezzo di deserto del Sahara riportato nella California. Grandi dune di sabbia riempiono una parte della valle con le montagne sullo sfondo. A questo punto partiamo con forza e coraggio verso la nostra successiva meta. Il nostro obiettivo è arrivare al parco dello Yosemite in serata. La strada è lunghissima e noi siamo molto stanchi ma dobbiamo farcela. La strada per uscire dal deserto della Death Valley è interminabile. Il caldo è fortissimo, la strada è completamente deserta, non si vede anima viva a distanza di decine di chilometri tranne ogni tanto le cisterne di acqua per il radiatore delle automobili. Quelle rare volte che si incontra una macchina ci si saluta con la mano quasi come dare un segno che qualcuno di vivo in questa valle della morte esiste! Dopo 4 lunghe ore finalmente usciamo dalla Valle ma il viaggio tuttavia è ancora lungo. Costeggiamo l'Owens Lake e arrivati a Lone Pine imbocchiamo la statale n.395 e proseguiamo verso nord. I paesaggi come sempre sono incredibili e spesso diversi tra loro. Dopo varie soste, una pausa per il pranzo comprensiva di sonnellino e due cambi di guida io ed Erica finalmente arriviamo verso il tardo pomeriggio a Lee Vining. Poco più avanti da qui c'è l'entrata est del Parco Nazionale dello Yosemite. Il paesaggio e la temperatura cambiano repentinamente. Questa mattina ci trovavamo in pieno deserto mentre ora siamo circondati da foreste infinite, grandi montagne, fiumi e cascate. Purtroppo il viaggio non è finito ma ora possiamo goderci con un pochino di relax e libertà il tragitto che ci porterà al nostro Hotel nel paesino di El Portal dalla parte opposta ovvero all'entrata ovest del Parco. I panorami sono stupendi. Molte famiglie americane si godono il relax di questi luoghi in riva ai fiumi e anche noi ci fermiamo due o tre volte ad ammirare il maestoso paesaggio di questo enorme cuore verde degli Stati Uniti. Avvistiamo da lontano il famoso Half Dome e ci pregustiamo la giornata di domani, ma ormai si è fatto tardi e dobbiamo andare in hotel. Trovare l'hotel non è stato facile ma dopo le pratiche di check-in possiamo finalmente farci una doccia e rilassarci un attimo sul letto dopo ben 11 ore di viaggio! L'ultima fatica del giorno è trovarci un ristorante nelle vicinanze e mangiare qualcosa.
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